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Come funziona la fotosintesi clorofilliana?

Scopri come funziona la fotosintesi clorofilliana, perché metà dell’ossigeno arriva dal mare e come sostenere una riforestazione scientifica con WOWnature.

Come funziona la fotosintesi clorofilliana

Scommetto che se vi dico la parola “ossigeno”, la prima immagine che vi viene in mente è una distesa di alberi secolari o una foresta tropicale. Fin da bambini ci insegnano che i boschi sono i polmoni verdi del nostro pianeta. Ma siamo davvero sicuri che tutto l’ossigeno che respiriamo arrivi solo dalle piante sulla terraferma?

Analizzeremo una reazione chimica così straordinaria e vitale che, se non esistesse, noi semplicemente non saremmo qui: la fotosintesi clorofilliana. Capire come funziona la fotosintesi clorofilliana ci permetterà di scoprire che la produzione di aria respirabile nasconde un incredibile segreto e che, per salvare questo perfetto meccanismo, non basta una “formula magica”.

Non solo alberi: i “polmoni blu” dell’oceano

Per iniziare dobbiamo sfatare un piccolo mito: l’ossigeno non viene tutto dalle piante terrestri. Certamente le foreste sono alleate insostituibili ed è sempre utile approfondire perchè gli alberi sono importanti per il nostro equilibrio ecologico. Secondo i dati FAO del 2025, circa il 32% dell’intera superficie terrestre è coperta di boschi, stiamo parlando di 4,14 miliardi di ettari di piante fotosintetizzanti in grado di rilasciare ossigeno nell’aria. Abbiamo ben ragione, quindi, a considerare le foreste i polmoni della Terra.

I veri e propri supereroi dell’ossigeno, però, sono da ricercare inaspettatamente nei mari e negli oceani! Nei mari del nostro pianeta vivono infatti alghe e fitoplancton marino, organismi minuscoli e quasi invisibili. Questo polmone blu costituisce la base della rete alimentare oceanica e va alla deriva seguendo le correnti marine.

Esattamente come le piante terrestri, il fitoplancton si sviluppa attraverso il processo di fotosintesi, utilizzando l’energia luminosa per convertire la materia inorganica in materia organica. Pensate che, sebbene il fitoplancton rappresenti solo l’1% della biomassa vegetale globale, è in grado di produrre circa il 50% di tutto l’ossigeno globale che respiriamo. Metà dell’aria respirabile che ci tiene in vita in questo momento viene dal mare.

Come funziona la fotosintesi clorofilliana?

La chimica della vita: come avviene la fotosintesi?

Ma concretamente, come funziona la fotosintesi clorofilliana? Si tratta di una reazione chimica complessa, con molti passaggi intermedi, prodotti e sottoprodotti, ma in realtà il concetto scientifico è semplice.

Il meccanismo si sviluppa in pochi, precisi passaggi:

  • l’anidride carbonica entra nelle foglie: attraverso minuscole aperture sulle foglie chiamate stomi, l’anidride carbonica presente nell’atmosfera entra all’interno delle cellule vegetali.
  • la clorofilla cattura l’energia solare: all’interno delle cellule si trovano alcuni organuli molto piccoli chiamati cloroplasti, all’interno dei quali si trova la clorofilla vegetale. Questo pigmento è responsabile della colorazione verde delle foglie e della cattura della luce solare sotto forma di particelle chiamate fotoni.
  • la scissione delle molecole d’acqua: le piante utilizzano l’energia solare proveniente dai fotoni per scindere le molecole d’acqua (H2O) presenti nella linfa grezza in ossigeno (O2) e idrogeno (H).

Il risultato finale è la produzione di glucosio (C6H12O6). La linfa grezza, dopo la fotosintesi, diventa quindi linfa elaborata, fondamentale per il nutrimento e la crescita delle piante. E qual è lo scarto di questa produzione? Esatto: l’ossigeno!
Quello che per loro è un semplice “rifiuto” è per noi l’elemento essenziale che ci permette di vivere: un baratto perfetto.

Ecco la reazione chimica bilanciata del processo:

6CO2 + 6H2O + luce = C6H12O6 + 6O2

La crisi climatica e il falso mito del “miliardo di alberi”

A complicare ulteriormente le cose arriva però la crisi climatica che stiamo attraversando. Le attività umane fanno aumentare la concentrazione dei gas serra nell’atmosfera, in particolare l’anidride carbonica. Nel 2023 la CO2 ha raggiunto una concentrazione del 51% superiore al livello pre-industriale (prima del 1750).

Questo aumento non è un problema solo per l’aria che respiriamo! L’oceano ha assorbito circa il 20% delle emissioni totali di anidride carbonica di origine antropica dagli anni ‘80, modificando la composizione chimica dell’acqua marina e innescando un processo di acidificazione degli oceani. Questa alterazione mette in grave difficoltà i nostri supereroi marini e produttori di ossigeno.

Le piante sulla terraferma non se la passano troppo meglio! Ondate di calore, siccità o eventi estremi sono tutti fattori che stressano e indeboliscono la vegetazione. Proprio per il grande ruolo delle foreste nell’assorbimento di carbonio, spesso si sente dire: “Piantiamo un miliardo di alberi, risolverà tutto!”.

Attenzione, questo non è altro che un falso mito! Certo, piantare alberi è un’azione vitale per l’assorbimento della CO₂, ma non è una soluzione magica. Se non affrontiamo la riduzione delle emissioni alla radice e se non gestiamo bene e scientificamente i boschi che già abbiamo, piantare alberi in modo casuale non farà la differenza. Se volete approfondire questo aspetto, potete leggere il nostro articolo su quanta CO2 assorbe un albero e perché è importante.

Come funziona la fotosintesi clorofilliana

Agire con il metodo scientifico

La fotosintesi e gli equilibri climatici nascondono molti altri dettagli affascinanti e dinamiche visive che abbiamo illustrato graficamente nel nostro ultimo contenuto video. Vuoi vedere da vicino il disegno di una foglia in sezione, capire dove si trovano esattamente gli stomi e i cloroplasti, o scoprire la differenza tra velocità di crescita e resilienza delle foreste?

Nel video troverai una spiegazione visiva completa e approfondimenti guidati dai nostri tecnici per guardare da vicino il motore energetico della natura.

proteggere le foreste (i polmoni verdi) e gli oceani (i polmoni blu del nostro pianeta) non è solo un atto simbolico, ma una questione di sopravvivenza collettiva. Non basta piantare alberi a caso: dobbiamo proteggere gli ecosistemi marini e forestali, gestendo in maniera responsabile gli habitat che ci tengono in vita.

Questo è esattamente ciò che facciamo con WOWnature, partendo da una progettazione professionale e scientifica degli interventi, come spieghiamo nella nostra guida su cos’è la Riforestazione: cos’è, benefici e come partecipare a progetti concreti. Sostenere i nostri progetti non significa piantare per piantare, ma contribuire alla creazione di ecosistemi forestali complessi, ricchi di biodiversità locale, pensati per durare ed evolversi nel tempo, per essere resilienti ai cambiamenti e in grado di assorbire CO₂ nel modo più efficace possibile.

Vuoi diventare parte attiva della soluzione? Scegli il tuo progetto forestale preferito sul nostro sito, adotta un albero e partecipa insieme a noi alla rigenerazione del territorio. Ti aspettiamo in campo!